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150 siti chiusi per pirateria; ma che significa?

Aggiornato il:
Cosa significa bloccare, oscurare o chiudere un sito web illegale? è davvero possibile?
combattere la pirateria onlineNel giorno di Trump, tra le notizie secondarie che è possibile leggere sui vari giornali ce n'è una che parla di una maxi operazione della guardia di finanza anti-pirateria, che avrebbe chiuso più di 150 siti internet perchè offrivano contenuti in streaming senza diritto d'autore, ossia soprattutto film e partite di calcio.
Quando sento di operazioni del genere mi viene sinceramente un po' da sorridere e mi chiedo davvero se chi le governa ci crede veramente oppure se siano solo modi di dimostrare che c'è controllo, anche se fatto cosi non serve a niente e non fa altro che fare pubblicità ai siti incriminati.
Ma è davvero possibile per un'autorità di polizia o di governo chiudere un sito web illegale e combattere la pirateria online?
Proviamo a spiegare cosa significa oscurare o chiudere un sito e quanto un'operazione del genere sia difficile nei paesi liberi.

Un sito web altro non è che una serie di documenti e immagini che vengono caricati su un computer, detto server, raggiungibile da tutti tramite connessione internet.
Il sito ha poi un nome di dominio, in modo che per collegarsi a questo server non sia necessario scrivere il suo indirizzo IP fatto di numeri, ma parole semplici come google.it o navigaweb.net .
Chiudere un sito illegale è sicuramente possibile e facile se il server su cui esso risiede sta nel paese che vuole bloccarlo.
Se però il server, come avviene sempre, è localizzato in un qualche paese lontano e poco accessibile, ecco che chiederne la chiusura può diventare praticamente impossibile.
Quindi, a meno che non si tratti di paesi come la Cina o la Corea del Nord dove internet è filtrato a monte ed il governo può decidere liberamente di bloccare l'accesso ai siti scomodi, in paesi come l'Italia, dove non esiste una barriera governativa di questo tipo, non si può chiudere un sito e farlo sparire.
Quello che può fare la GdF è chiedere ai provider internet di oscurarli, in modo che digitando il loro indirizzo, questi non siano più raggiungibili.

Di solito, questo blocco può avvenire in due modi.
Il primo bloccondo l'indirizzo IP dei server di questi siti o sul loro nome dominio.
Il secondo tipo di blocco, quello sui nomi, è solo un ostacolo facilmente superabile cambiando il DNS nelle impostazioni di rete dei nostri computer.
Il server DNS è quello che associa IP a nomi dominio e se sui server DNS del nostro fornitore internet i nomi di alcuni siti non fossero più associati ai loro IP, basterà collegarsi a un DNS estero qualsiasi per eludere il blocco.
Perfino Google offre server DNS gratuiti e liberi efficaci.

Il secondo modo, un po' più efficace, è quello di effettuare il blocco sull'IP.
In questo caso cambiare DNS non servirebbe a niente, perchè è proprio il server dove è stato pubblicato il sito a non essere più raggiungibile.
Si potrebbe quindi pensare che questa metodologia possa essere valida, mentre invece non lo è affatto, perchè ai siti oscurati basterà semplicemente cambiare server, che è un'operazione davvero banale per chi si occupa di queste cose.
Se poi il blocco fosse a livello di IP e di dominio, il sito sarà costretto a cambiare sia il server che il nome, ma rimarrà comunque online con tutti i contenuti disponibili.

Quale arma può avere quindi la Polizia Postale o la Guardia di Finanza per chiudere per sempre i siti pirata?
Teoricamente, potrebbe denunciare i proprietari, multarli o anche chiedere di metterli in prigione, ma ci sarebbero molti impedimenti.
Intanto la pirateria andrebbe anche dimostrata in un processo e non sarebbe una cosa breve, inoltre molti siti di questo tipo sono gestiti da persone che abitano in altre parti del mondo e non credo sia così semplice andarli a beccare uno per uno.
Ci vorrebbe un'azione di polizia internazionale, impegnativa, costosa, che forse non vale la pena.
Ci sono comunque stati casi di siti sequestrati, che sono stati costretti a chiudere davvero perchè i proprietari hanno passato guai seri con la giustizia.
Tra i casi più eclatanti possiamo ricordare Megaupload, Piratebay e, di recente, Kickasstorrent, il cui fondatore è stato anche arrestato.

E cosa ci guadagna chi apre un sito pirata?
Chi apre un sito con contenuti illegali come quelli protetti da copyright, oggi, guadagna molti soldi dalle pubblicità ossessive che vengono messe su ogni pagina.
Probabilmente, vista la quantità di siti di questo tipo, il gioco vale la candela anche c'è il rischio di una multa pesante o di essere indagati per evasione fiscale.

La pirateria danneggia davvero le industrie cinematrografiche o le TV?
Quando compaiono notizie di siti oscurati e di danni provocati dallo streaming illegale ci si basa molto su cifre pompate da chi li accusa.
Per come la vedo io, però, se uno sceglie di rivolgersi ai siti pirata non è uno che pagherebbe per quei contenuti.
Come anche scritto in passato nella guida ai siti legali di film in streaming e sul calcio in streaming, chi ci tiene davvero, oggi, farebbe molto meglio ad abbonarsi ad uno dei servizi online (che costano relativamente poco) e non usare siti pirata.
Non lo dico per amor di legalità, ma perchè i siti di streaming illegali, infatti, sono tutt'altro che comodi, tutti coperti da pubblicità, con video che si interrompono spesso o che caricano lentamente e, soprattutto, capaci in un attimo di infettare i computer con malware e virus.
Nella stragrande maggioranza dei casi, chi ha un problema di virus su PC o ha cercato di scaricare / vedere contenuti illegali oppure ha cliccato nel posto sbagliato in un sito per adulti.

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Un Commento
  • Twilight
    9/11/16

    Sembrerà incredibile ma un gioco piratato vende molto di più di un'altro non piratato. Perchè? Per il passaparola che si genera in conseguenza del maggior numero di persone che lo gioca. Lo stesso è per CD, film, ecc. Ogni tanto però le autorità fare il loro lavoro ed ecco spiegato queste chiusure