Dopo il parapiglia che si era creato per la pubblicazione sul sito web dell'agenzia delle entrate delle dichiarazioni dei redditi di tutti i cittadini italiani, il garante per la privacy, dopo circa due ore, aveva bloccato questa diffuzione di dati personali.
Tutto finito?
Assolutamente no, le dichiarazioni dei redditi sono riapparse sulle reti peer to peer, eMule in testa.
Se tante persone in quelle due ore avevano preso visione di quei dati, alcuni altri, una volta avuto accesso a quei preziosi file, ne hanno salvata una copia sul proprio Pc e li hanno messi in condivisione sulla rete p2p di internet.
I file più condivisi riguardano i dati dei contribuenti delle maggiori città: Roma, Milano, Torino in testa. Ma anche Bergamo, Trento, Napoli, Pavia, Reggio Calabria, Como, Genova, in file più o meno completi, ma sono presenti anche i dati relativi a centri minori.
Non rimane dunque che andare a cercare su Emule se anche il proprio comune di residenza è stato messo in condivisione e scaricare i dati che interessano; per farlo è facilissimo, basta cercare con un client eMule il nome del comune interessato oppure il codice fiscale della città ( Es. Roma è H501 ), o ancora fare una ricerca generica per "redditi", "dichiarazioni", "entrate" e simili. oppure ancora scrivere "p-2005" per trovare anche quei piccoli comuni che mai sareste andati a cercare.
Attenzione ai file burla, esiste infatti un file Excel di 24 Mbyte con tutti i dati di Milano ma, dopo averlo scaricato, si scopre che in ogni casella c'è scritto: "Fatti i cazzi tuoi!".
Inutile cercare "agenzia delle entrate" e "dichiarazione dei redditi" in quanto sembrano essere oscurate.
Non volendo questo articolo esprimere un giudizio sulla bontà o meno di una simile iniziativa, bisogna segnalare come ormai i dati fiscali del 2005 di tutti i cittadini italiani che vivono nelle grandi città siano di dominio pubblico mentre chi vive in piccoli centri ha mantenuto la propria privacy.
Una segnalazione da fare è il grido allo scandalo fatto da Beppe Grillo sul suo Blog, la colonna infame è il titolo del suo post, forse rendere pubblico il suo stipendio da 4 milioni di Euro non fa bene alla sua immagine, ma in fondo non c'è alcuna sorpresa in questo; tanti i commenti contrastanti e i toni si fanno accesissimi...
Molto curiosa la previsione di risvolti penali che un noto blog scrive, senza citare alcuna fonte, forse per attirare lettori o forse per la voglia di creare timori: Fisco, aperta una inchiesta a Roma - Arresto per chi ha scaricato gli elenchi dei contribuenti?
Questo tipo di minacce è assolutamente non credibile, vedere la polizia postale che mette in carcere tutti i curiosi che hanno scaricato gli ormai famosissimi dati oppure coloro che li hanno messi in sharing, fantascienza!
Del 22 Maggio la notizia di una prima persona iscritta nel registro degli indagati in quanto avrebbe venduto i dati, dopo che erano stati rimossi dal web.
Per ora si sa soltanto che si tratta di un dipendente comunale toscano, e che è la procura di Roma che sta indagando. Secondo le indiscrezioni, dovrebbe essere il primo di una decina di persone che sono già state individuate.
Finito il nostro sondaggio, vittoria schiacciante di chi vuole i dati liberi.
Giusto mettere Online le dichiarazioni dei redditi 2005 dei cittadini?
Giusto, non è contro la legge e si è sempre fatto, ieri coi giornali oggi con internet 73 (55%)
Giusto anche se internet non è contemplato dalla legge e invece andava controllato 17 (12%)
Non è giusto per rispetto della privacy anche se non ho nulla da nascondere 13 (9%)
è da irresponsabili e un invito a nozze per i criminali 17 (12%)
Non me ne importa niente 11 (8%)
Voti: 131 Grazie a tutti i votanti!
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