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Ricarica veloce la batteria su smartphone Android o iPhone

Ultimo aggiornamento:
Come ottenere la ricarica rapida su ogni smartphone Android o iPhone e cosa serve per ricaricare la batteria più veloce
ricarica veloce Processori, RAM, Schermo, sono sempre le prime caratteristiche pubblicizzate quando si compra un telefono, ma alla fine quanto dura la batteria ed in quanto tempo si ricarica?
Mentre già in un altro articolo abbiamo visto quali sono gli smartphone con batteria più potente che dura di più, in questo parliamo invece della ricarica rapida, la Quick Charge, che è una delle funzioni più importanti dei moderni telefoni.
Questo vale per i cellulari con batteria che dura di più, perchè non ci vogliano troppe ore per ricaricarli e, soprattutto, vale per quelli che durano meno, affinchè sia possibile dare ricariche veloci anche usando un caricatore portatili.

Non tutti sanno che la ricarica veloce è una funzione presente in moltissimi telefoni cellulari, anche vecchi di 3 o 4 anni, che viene pubblicizzata con nome diverso a seconda del produttore; possiamo infatti trovare nomi come Adaptive Fast Charging (Samsung), Quick Charge (Qualcomm), Dash Charge (OnePlus) tanto per citare le più importanti.
Nello spiegare come funziona dunque la ricarica veloce sugli smartphone Android e su iPhone, vediamo anche come ottenere una ricarica rapida su quasi ogni dispositivo.

Prima di tutto, vediamo in modo ultra sintetico come funziona la ricarica delle batterie.
Sappiamo (come possiamo leggere su qualsiasi guida scientifica) che la batteria degli smartphone eroga energia usando reazioni chimiche e ioni di litio.
Nelle batterie ricaricabili, le reazioni sono reversibili quindi, quando la batteria si scarica la reazione chimica produce elettricità, mentre quando la batteria si ricarica le reazioni chimiche assorbono energia.
Le batterie degli smartphone si ricaricano quando passa corrente, più la tensione (misurata in Volt) è alta, più veloce è la ricarica delle batterie, ma fino a un certo limite imposto dal charge controller o regolatore di carica che protegge la batteria dai picchi di corrente.
Il chip del controller regola il flusso generale di elettricità dentro e fuori la batteria.
In generale, i controller agli ioni di litio definiscono la corrente (misurata in ampere) alla quale la batteria si carica, misurando corrente e tensione della batteria e regolando la corrente che scorre.
Alcuni controller usano un convertitore per cambiare la tensione di ingresso mentre i circuiti integrati più elaborati regolano la resistenza tra l'ingresso del caricatore e il terminale della batteria per aumentare o diminuire il flusso di corrente.
Quello che è importante sapere, è che la potenza elettrica (misurata in Watt) dei caricabatterie è diversa a seconda della tecnologia usata (ossia a seconda del cavo USB usato) e che la quantità di corrente assorbita dal controller di carica è generalmente regolata dal software del telefono.
Tenere conto che la potenza in watt si ottiene dalla moltiplicazione tra Volt e Ampere.

Una tipica presa USB 1.0 e 2.0 può fornire fino a 5 V per 0,5 A = 2,5 W.
le porte USB 3.0 spingono invece una potenza di 5V per 0.9A = 4.5 W.

USB-C, la spina a forma ovale di alcuni smartphone più costosi, è spesso una USB 3.1 che, potenzialmente, può fornire una tensione molto più elevata sfruttando le specifiche USB Power Delivery (USB-PD).
La potenza massima è di 20V/5A = 100W.

Quindi, con la tensione misurata in Volt, la Corrente in Ampere e la Potenza massima in Watt, possiamo sintetizzare che:
USB 1.0: 5V - 0.5A - 2.5W
USB 2.0: 5V - 0.5A - 2.5W
USB 3.0: 5V - 0.5A/0.9A - 4.5W
USB 3.1 (USB-C + USB-PD): 5V–20V - 0.5A/0.9A/1.5A/3A/5A - 100W

Più complicate sono le specifiche di ricarica della batteria, che si riferiscono specificamente all'alimentazione prelevata da una porta USB per la ricarica.
La specifica più recente, BC 1.1, definisce tre diverse fonti di alimentazione: Standard downstream port (SDP), charging downstream port (CDP) e dedicated charging port (DCP).
CDP, che è la specifica dei moderni smartphone, laptop e altri dispositivi hardware, possono fornire fino a 1,5 A.

Maggiori dettagli tecnici (e più precisi di quanto ho sintetizzato qui) su come funziona la ricarica USB sono in questo articolo tecnico.
Andiamo ora più al sodo e scopriamo cosa serve per avere la ricarica rapida su ogni smartphone.

Ricarica veloce su iPhone di Apple

La ricarica rapida dell'iPhone è USB-PD 14.5V 2A con massima potenza da 29W
Per sfruttare la ricarica veloce, però, è necessario prima di tutto avere un iPhone 8, iPhone 8 Plus o iPhone X e poi un caricabatterie USB-PD che la Apple non mette nelle confezioni dei suoi telefoni e che va comprato a parte.
Il caricabatterie standard offre 5 Watt di potenza ed è molto lento (solo la ricarica tramite porta USB del computer è più lenta).
si può quindi comprare un caricabatterie USB-C Anker (migliore del caricabatterie Apple) per avere la ricarica rapida Quick Charge 3.0 su iPhone.
Bisognerebbe inoltre utilizzare il cavo Lightning di Apple oppure questo di Anker.

Chi ha un iPhone 6 o 6 Plus può ricaricare più velocemente usando il caricabatterie per iPad che fornisce 12 Watt di potenza.

Carica rapida degli smartphone Android

I nuovi telefoni Android supportano una tecnologia di ricarica rapida in grado di ricaricare la batteria più velocemente.
La maggior parte dei telefoni può caricare fino al 50-60% in meno di mezz'ora, che è un vero sollievo quando è necessario ricaricare il telefono a metà giornata.
Ogni azienda, però, ha una versione diversa della tecnologia di quick charge, con alcuni che più veloci, altri più lenti ma anche con inferiore generazione di calore.

Uno degli standard di ricarica veloce più importanti e più comuni è quello dei telefoni con processore Qualcomm (come tutta la serie Snapdragon).
L'ultima versione di Quick Charge 4 può ricaricare gli smartphone fino al 50% in soli 15 minuti.
Il Quick Charge 3.0 sale al 50 percento di capacità in mezz'ora e poco più di un'ora per raggiungere il 100 percento.
Quick Charge 2.0 è del 60% più veloce della ricarica standard mentre Quick Charge 1.0 del 30% più rapida.
Su molti smartphone più vecchi con processore Qualcomm può essere presente, anche se non specificatamente indicato, la versione Quick Charge 1.0 o 2.0 che non saranno efficienti come le ultime versioni, ma sono comunque veloci.
Per esempio, ho scoperto scrivendo questo articolo che il mio vecchio Nexus 5 supporta la Quick Charge 1.0 e si ricarica più velocemente se utilizzo il caricatore giusto.

Diversamente dagli iPhone se per uno smartphone è pubblicizzata la ricarica rapida, allora il caricabatterie in dotazione dovrebbe bastare.
Si può comunque comprare un caricabatterie adeguato, assicurandosi che sia compatibile col telefono usato (altrimenti la ricarica sarà lenta).
Inoltre, il cavo che utilizzi per collegare caricabatterie e smartphone dovrà anch'esso supportare la ricarica rapida.
Vista la confusione che hanno creato i vari marchi con i caricabatterie veloci, per non sbagliare, dovrebbe andare bene il caricatore Anker Quick Charge 3.0 che funziona sicuramente con i cellulari Samsung, Google, HTC o LG (non Huawei e Oneplus).
Anche il cavo va comprato a parte e si può prendere questo di Cavo Anker Powerline a 7 Euro.
Caricabatterie e cavo Anker possono funzionare anche con telefoni che non sono Quick Charge 3.0, anche se per avere la conferma è necessario fare una prova o controllare nei forum.

Su Android, si può misurare la potenza di ricarica del caricabatterie con l'app Ampere oppure con AccuBattery.

Con tutto questo, qualsiasi sia il dispositivo ed il caricatore usato, valgono ancora i suggerimenti per aumentare la velocità di ricarica della batteria di cellulare smartphone o iPhone

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