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Proteggere la privacy online: cosa funziona e cosa no

Ultimo aggiornamento:
Guida alla privacy online, cosa funziona e cosa non serve a niente per proteggersi dallo spionaggio di governi, ISP, hacker, siti e app
mantenere la privacy In questi giorni, la maggior parte dei blog e siti di tecnologia americani parlano di privacy online in quanto è stata approvata una legge per cui gli ISP (ossia a, ossia i fornitori della connessione internet (quelli che da noi sono aziende come Tim e Fastweb), possono avere accesso alla cronologia di navigazione degli utenti e venderla liberamente.
Già qualche anno fa avevo scritto un articolo riguardo le possibilità degli ISP di spiare la cronologia dei siti visitati dai clienti.
Riprendendo, quindi, quel discorso, anche se in Italia non c'è una legge simile a quella degli USA, non si può davvero escludere che le compagnie telefoniche che ci forniscono internet non controllino le nostre attività online.
Inoltre è possibile che il controllo su quello che facciamo su internet sia attuato da compagnie private, da applicazioni, da siti web (tramite malware o codici maligni) ed anche da autorità governative italiane o di altri paesi.
Per questo motivo, anche riprendendo la guida su come navigare sicuri su internet, è importante sapere come proteggere la privacy online trovando cosa funziona e cosa, invece, è quasi completamente inutile.

Prima di tutto, cercando di essere molto sintetici e pratici, partiamo col vedere cosa non funziona per proteggere la privacy online.

1) Eliminare la cronologia del browser web non serve.
Se parliamo di privacy sull'uso del computer, nel caso quello sia un PC non completamente nostro a cui possono avere accesso anche altre persone, allora la cancellazione della cronologia web è utile a preservare la propria privacy.
In riferimento, però, al problema possibile di essere spiati online da autorità governative, hacker o dal nostro ISP, cancellare la cronologia non serve assolutamente a nulla.
Questo perchè l'attività di registrazione avviene sui server di chi sta spiando, rendendo inutile la possibilità di cancellare le prove dal proprio computer.

Ancora peggio, non solo i siti visitati potrebbero (ricordo che in Italia nessun ISP e nemmeno il governo è autorizzato a farlo, ma non è da escludere che lo facciano) essere registrati da qualcuno, ma anche la cronologia delle ricerche fatte possono essere spiate.
Per esempio, la cronologia di ricerche Google è registrata regolarmente in modo da fornire agli utenti risultati personalizzati più attinenti e per far visualizzare loro pubblicità a tema in base agli interessi mostrati.
Riguardo le ricerche fatte su internet, se si volesse mantenere la privacy, bisogna quindi usare le opzioni di controllo privacy dell'account Google oppure provare ad usare un altro motore di ricerca che protegge la privacy come DuckDuckgo.

2) Usare la navigazione in incognito non funziona
Praticamente per gli stessi motivi detti riguardo il cancellare la cronologia del browser, usare la modalità in incognito o privata di Chrome e Firefox non serve assolutamente a proteggere la privacy online.
Queste modalità, non è per nulla un modo per mascherare la connessione e rendersi anonimi, ma servono solo a non memorizzare sul disco del PC l'elenco dei siti visitati sul PC e, quindi, caricare i siti aperti come fosse la prima volta.
Il tracciamento delle visite, però, rimane intatto se quella connessione internet è sotto controllo.
Ciò significa che tutte le attività online possono ancora essere rintracciate dai singoli siti web, dalle applicazioni, dai fornitori di servizi Internet, da inserzionisti pubblicitari e dal governo.

3) Usare il blocco della pubblicità non funziona
Utilizzare estensioni e programmi che bloccano la pubblicità su internet non impedisce assolutamente la connessione dal tracciamento, ma semplicemente nasconde banner o annunci.
Premesso che sono contrario all'uso indiscriminato di questi adblock, visto che comunque penalizzano anche molti siti che campano grazie alle pubblicità, devo onestamente dire che non sono protezioni contro lo spionaggio online.
Se proprio si vuole un sistema che stoppa completamente ogni tracciamento e controllo sulle attività online, consiglio vivamente di rimuovere l'adblock ed usare invece un'estensione come Privacy Badger, promossa dalla EFF, che blocca ogni script di monitoraggio, sia esso una pubblicità o qualsiasi altro script.
Certo questo impedirà ad alcuni siti di funzionare correttamente, ma mantiene privata la navigazione nel senso di non distribuire dati personali ai siti visitati.
Resta inteso che anche in questo modo, non si sta coprendo la connessione e non si sta impedendo a ISP, governi o hacker di sapere che siti visitiamo.

Che cosa funziona per proteggere la privacy online contro tutto e tutti i possibili spioni e sistemi di monitoraggio?
La risposta è quella di coprire la connessione con una VPN (Virtual Private Network).
Abbiamo visto cosa significa e quali sono i programmi per navigare connessi a una VPN.
La VPN instrada la connessione attraverso un server esterno in modo crittografato, impedendo ogni possibile intrusione.
Si può immaginare la VPN come un tunnel o una galleria che copre la strada per arrivare verso un punto, ossia il sito web.

Tra i programmi VPN che sono disponibili gratuitamente possiamo, per esempio, consigliare Opera VPN, inclusa nel browser Opera e facilissima da attivare quando si vuole stare ben coperti.

L'unico problema delle VPN è che si tratta di programmi gestiti da aziende, che potrebbero a loro volta intercettare e vendere i dati degli utenti che li utilizzano.
L'unico sistema, quindi, che non è legato ad alcuna azienda e che è garanzia assoluta di anonimato online è quindi TOR.
Come già spiegato in passato, solo con TOR è garantita la privacy e la segretezza online.

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Un Commento
  • rico
    5/4/17

    Qualcosa si può fare anche a livello del "normale" Firefox.
    Si scrive sulla barra indirizzi (in alto) about:config
    Si clicca sulla stringa privacy.trackingprotection.enabled mettendola su "true". Se non la si trova, basta cominciare a scrivere "tracki" sulla barretta di ricerca.
    Il servizio anti-tracciamento di Firefox è basato sui filtri di Disconnect.me