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Cosa rallenta Windows: latenza DPC e CPU Throttling

Pubblicato il: 20 maggio 2016 Aggiornato il:
Cosa significa Latenza DPC e CPU Throttling, come ottimizzare l'uso del processore e scoprire cosa provoca rallentamenti in Windows
rallentamenti windows streaming Il sistema Windows può essere criticato quanto si vuole, ma è innegabile che funzioni al meglio possibile.
Voglio dire che rispetto a OSX di Apple, che viene installato solo su un ben definito hardware, Windows può essere installato su qualsiasi PC nuovo e vecchio quindi deve cercare di essere più compatibile possibile con tutta l'elettronica conosciuta ed anche quella sconosciuta.
Per questo motivo Windows è pieno di variabili e procedure interne che sono anche difficili da capire per i più esperti, ma la cui corretta configurazione può essere determinante per il buon funzionamento del computer.
Abbiamo visto già, in altri articoli, cosa fare se il computer è lento, spiegando un po' di manutenzione base per tenere il PC ottimizzato e veloce.

In questo caso andiamo un po' più all'interno del sistema scoprendo due procedure chiave di Windows: la latenza DPC e il Throttling della CPU che letteralmente significa Strozzamento.
Facendo le cose semplici e senza entrare nel tecnico, queste due procedure regolano l'utilizzo della CPU sul computer, ossia come Windows riesce a sfruttare il processore interno per fare le sue operazioni, da cui possono derivare rallentamenti.

LEGGI ANCHE: Controlla l'attività di hard disk e CPU quando in uso e da chi

1) DPC sta per Deferred Procedure Call ed è un meccanismo di Windows che consente alle attività ad alta priorità di differire i compiti a bassa priorità per ritardarne l'esecuzione.
La CPU può quindi eseguire tutte le attività richieste, mettendo in coda quelle a bassa priorità.
Il punto è che alcuni driver, se sbagliati, non buoni o se la periferica che gestiscono ha dei problemi interni, possono provocare dei ritardi superiori al dovuto, chiamati latenze DPC.
In parole povere, se c'è qualche pezzo del PC, esterno o interno, che sta funzionano male ma non troppo male da non funzionare affatto, si possono riscontrare alcuni problemi su Windows che non si penserebbe siano legati a quello.
L'effetto della latenza DPC diventa visibile grazie ad un programma come LatencyMon o come Latency Checker (solo per Windows 7).
Il sito di descrizione di Latency Checker è molto esplicativo della questione che sto qui descrivendo in modo sintetico e spiega bene, in lingua inglese, cosa significa Latenza DPC.

Usando LatencyMon, dopo averlo scaricato ed eseguito, è possibile avviare il controllo premendo il tasto Play in alto e verificare se dopo 5 minuti vengono rilevati problemi di latenza DPC.
Il programma è utilizzato per correggere problemi di audio nella riproduzione di video in streaming, nel caso questo avesse perdite o interruzioni.
I casi di latenza DPC, però, possono anche provocare quei problemi come un movimento di mouse che si interrompe un attimo per poi riprendere, un audio di scarsa qualità, video e audio che balbetta nella visione dei film o rallentamenti quando si invia video in streaming dal PC alla TV o altri dispositivi.
Se il programma dovesse segnalare qualche driver con problemi, soprattutto visibile nella scheda dei driver, dove c'è una colonna che misura i DPC e che può fare da indicatore di problemi per i driver che hanno un valore più alto.

Un altro tipo di rallentamento è quello causato dal Throttling della CPU, che viene anche chiamato Dynamic frequency scaling.
Questa tecnica serve a scalare e regolare la frequenza del processore in modo automatico, così da risparmiare energia e non scaldarsi quando non deve fare nulla.
Questa funzione è molto utile sui PC portatili, quando sono alimentati da batteria, ma non serve a nulla (se non ad avere un piccolo risparmio di energia) sui PC desktop fissi sempre attaccati alla presa corrente.
Vale quindi la pena disattivare il CPU Throttling che su ogni PC è attivo in via automatica, regolato dall'impostazione del risparmio energetico.
Per farla breve, come poi avevo già scritto in passato nell'articolo su come massimizzare l'uso della CPU, per sfruttare la CPU al suo massimo sempre su Windows, aprire il Pannello di controllo, andare alle opzioni di risparmio energia e selezionare le Prestazioni elevate e non bilanciate.
Se si volessero lasciare quelle bilanciate, aprire le impostazioni combinazioni ed andare poi alle impostazioni avanzate.
Da qui, cercare "risparmio energia del processore" e al livello minimo di prestazioni mettere 100% (ovviamente anche al livello massimo).

Per il momento non andrei oltre con i tecnicismi, rimandando all'articolo sulle opzioni nascoste per velocizzare Windows per trovare altri simpatici trucchetti.

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