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Bloccare la pubblicità online causerà la morte di internet?

Pubblicato il: 22 settembre 2015 Aggiornato il:
Quali conseguenze hanno gli adblockers (i programmi blocca annunci su internet) e la guerra tra Apple Google e Facebook per la pubblicità online
la guerra alla pubblicità online Non ho mai parlato molto dell'argomento "ad-blockers", ma vale la pena ora analizzare il momento difficile che vivono i siti internet a causa della guerra alla pubblicità e delle dispute tra le tre grandi aziende che lo governano: Google, Facebook ed Apple.
Si dice che la presenza di pubblicità influenzi negativamente l'esperienza degli utenti del web, ma in realtà dietro c'è una guerra senza esclusione di colpi tra grandi aziende piene di soldi come nessun'altra e ormai con tanto potere da poter decidere le sorti del mondo online con una decisione o un'altra.
L'ultimo esempio di questa guerra tra colossi del web è l'aggiornamento a iOS 9 di iPhone e iPad, dove la Apple ha aggiunto, per fare un dispetto a Google, la possibilità di bloccare le pubblicità dei siti internet quando si naviga con Safari.

Le pubblicità sono odiate da tutti, sono spesso fastidiose e rendono a volte la navigazione su internet più lenta del dovuto.
Purtroppo però gli annunci pagano i proprietari dei siti web per il loro lavoro che, nella maggior parte dei casi, viene reso disponibile gratuitamente dagli utenti.
La maggior parte dei siti non guadagna infatti in base alle visite, ma in base alla pubblicità vista dai visitatori.
Anche se detto in termini un po' crudi, chi blocca le pubblicità consuma risorse di un sito senza possibilità per questo di generare ricavi.
La differenza tra un sito web e un ristorante è che i visitatori non pagano direttamente, ma indirettamente visualizzando pubblicità.
Si viene quindi a creare una spirale negativa per cui, per compensare i mancati ricavi provocati dagli ad blocker, i siti aumentano la quantità e la grandezza degli annunci facendoli sempre più fastidiosi e ingombranti, costringendo altri utenti a installare un adblocker.
La dinamica è simile a quella delle tasse: più ci sono evasori, più aumentano le tasse portando anche quelli che erano onesti a considerare l'idea di evadere.
E' ovvio quindi che un sito medio-piccolo o uno più grande con molti collaboratori, se non riesce a sostenere le spese e non riesce a guadagnare abbastanza, deve necessariamente chiudere (a meno che non si ha una testata giornalistica che si finanzia con contributi pubblici, cosa molto comune in Italia).

Come se non bastasse, i siti medio piccoli rischiano di diventare vittime della guerra tra i grandi colossi di tecnologia: Apple, Facebok e Google.
Chi offre pubblicità su internet è, per la maggior parte, Google che ha il programma di raccolta pubblicitaria più diffuso nel mondo, Adsense ed anche il server di gestione di annunci più usato, DoubleClick for Publishers o DFP.
Ogni sito anche piccolo può guadagnare con Adsense includendo le pubblicità
DFP è una piattaforma enorme che serve annunci praticamente per ogni grande editore e sito web, piccolo o grande che sia.
Oltre a DFP, Google gestisce anche il più grande mercato di annunci del web, AdXchange.
DFP consente agli editori di servire i propri annunci, mentre AdX è responsabile della pubblicità basata sugli interessi.
Quello di Google sul web è un dominio assoluto e non c'è un'altra società che è riuscita a monetizzare la pubblicità online come è riuscita a fare Google attraverso Adsense e DFP.
Questi programmi di affiliazione sono il fondamento dell'intero business di Google che incassa almeno il 90% delle sue entrate tramite pubblicità online, nel suo motore di ricerca e nei siti affiliati che usano Adsense e Doubleclick.
Tutti i suoi prodotti e le sue app sono integrate al motore di ricerca, compresi Blogger e Youtube, piattaforme gratuite per creare blog e video da cui è possibile guadagnare grazie alle pubblicità.

Quello che sta succedendo ora è che Apple, con iOS 9, vuole colpire al cuore il business di Google rendendo possibile il blocco delle pubblicità sul browser Safari, includendo un motore di ricerca che non è di Google e un'app per leggere le notizie senza dover aprire alcun sito web (disponibile per ora solo negli USA).
Nel contempo Facebook si sta imponendo sempre di più come piattaforma di lettura e condivisione delle notizie su internet, inglobandole e diventando quasi un word wide web a se, fatto soprattutto di titoli e immagini, indipendente dal resto dei siti.
Facebook anche guadagna dalla pubblicità, ma senza portarla all'esterno su altri siti, impedendo a chiunque di poter guadagnare da Facebook direttamente.
Apple, Google e Facebook sono oggi in una guerra senza confini, ciascuna con la propria piattaforma di reddito: Google ha il web, Facebook ha la sua app ed Apple ha lo smartphone più diffuso al mondo, l'iPhone.
I danni collaterali di questa guerra portata avanti da Apple saranno sofferti, senza un'inversione di tendenza, dai siti minori, che non possono investire nella distribuzione di una piattaforma proprietaria di pubblicità e che non possono avere un adeguato canale di raccolta degli annunci.

In generale, gli utenti che non vogliono perdere i loro siti preferiti dovrebbero leggerli senza bloccare le pubblicità ed evitare invece i siti web con annunci ingombranti e fastidiosi.

Personalmente, su Navigaweb, ho cercato sempre di non abusare con la pubblicità, di non mettere banner a tutta pagina, di non usare video automatici ed altri trucchi invasivi.
Alla fine non posso biasimare chi usa adblockers per bloccare pubblicità di siti molto più grossi di questo e molto più fastidiosi, ma posso confidare che chi visita questo sito spesso non ne abbia bisogno, sia su smartphone che su PC.
Molto più preoccupante per me è questa guerra tra Google e Apple, che rischia di avere ripercussioni non tanto su Google ma per molte piccole realtà compresa questa, che rappresentano il cuore di internet e che creano i contenuti che alimentano sia Google che Facebook.

Articolo liberamente tradotto da The Verge: Welcome to hell: Apple vs. Google vs. Facebook and the slow death of the web

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12 Commenti
  • Claudio
    22/9/15

    Ho letto un articolo simile sul sito di thurott e sono d'accordo con le sue conclusioni e con i relativi commenti. Bisogna trovare metodi meno invasivi, forse bisogna ripensare tutto il sistema di pubblicità sul web. Se gli utenti si sentono troppo attaccati dalla pubblicità o non vanno più sul sito o mettono adblock plus. In qualche caso alcuni siti non consentono di navigare se c'è adblock plus, personalmente non ci sono più tornato su quei siti. Non è facendo la guerra agli utenti che si riuscirà a farli collaborare. Un sistema suggerito per le piattaforme mobili potrebbe essere simile a quello di spotify con un abbonamento senza pubblicità a prezzo fisso che poi remuneri i siti visitati. Si guadagna forse poco ma è già qualcosa e può far sopravvivere il sistema. Il meccanismo è più difficile da applicare per il web e occorre quindi trovare altre soluzioni.

  • rico
    23/9/15

    CI sarebbe un altro modo: togliere le pubblicità e inserire a lato i banner per le donazioni con carte o con paypal (che permette anche microabbonamenti).
    Come fa Paolo Attivissimo (il disinformatico).

  • Claudio Pomes
    23/9/15

    mm credimi le donazioni portano davvero poco

  • Vincenzo
    23/9/15

    Ciao Claudio... Dico la mia sull'argomento... La pubblicità in questi ultimi tempi sui siti Web ha davvero superato il limite di sopportazione da parte di noi utenti... Non è possibile navigare su un sito Famoso e inseguire la finestrella che si muove sullo schermo per doverla chiudere, o le miriadi di pagine che si aprono... Non è possibile che sto leggendo NavigaWeb e mi trovo la pubblicità di Zalando (Ho fatto un esempio non ti arrabbiare... :P ). La pubblicità la posso tollerare, ma che non sia invasiva e che sia a tema con quello che sto guardando...

  • realista
    24/9/15

    ciao pomes, fammi pero pensare una cosa..... se io uso sempre adblock ma anche senza di esso non avrei comunque MAI cliccato su un banner.....che danno faccio ad aver adblock?

    é come xchi scarica musica...é assodato da tempo che minima parte di chi scarica avrebbe mai comprato la canzone....quindi il lo scaricamento non é sempre un mancato guadagno

  • Andrea Sapuppo
    24/9/15

    È tempo perso far capire che un sito come Navigaweb è gratuito solo perché c'è la pubblicità. Che diversamente non l'avresti nemmeno creato o non gli avresti dedicato tutta questa passione. Che hai salvato milioni di persone da virus e problemi per pc facendogli gli risparmiare i soldi del tecnico o negli acquisti. Alla gente interessa solo entrare al ristorante e non pagare... nessuno ha più buon senso...
    Le donazioni sono inutili e poi è un casino regolarizzarle col commercialista, se ricevo una donazione di 2€ devo fare una fattura per soli due euro? Sarebbe impensabile.
    I plugin tipo Adblock ci hanno messo del loro, si attiva per fare un esempio su un sito malvagio e poi rimangono attivi dappertutto, anche in quelli buoni come Navigaweb. Sarebbe stato giusto che fossero disabilitati su ogni sito e con un semplice click che si possano attivare sul sito che si vuole...

    "In generale, gli utenti che non vogliono perdere i loro siti preferiti dovrebbero leggerli senza bloccare le pubblicità ed evitare invece i siti web con annunci ingombranti e fastidiosi."

    Il 70% delle persone che usa Adblock non sa disattivarlo su un intero sito, ma al massimo sulla singola pagina. Quindi se dobbiamo sperare nell'intelligenza delle persone, questa battaglia è già persa in partenza... :-)

  • rico
    24/9/15

    @Andrea Sapuppo: basta cliccare sulla homepage di qualsiasi sito o blog, per disattivare poi adblock o simili per tutto il sito.
    @Claudio: hai ancora un banner pubblicitario in Flash, ma ormai tutti i browser lo bloccano anche senza adblock ;-)

  • Claudio Pomes
    24/9/15

    Google non usa più flash per la sua pubblicità, strano ti sia comparso, io non uso altro al momento;
    Grazie Andrea troppo gentile!

  • Andrea Sapuppo
    24/9/15

    @realista: la pubblicità "paga" anche se non viene cliccata, l'importante che viene vista, proprio come succede per la tv, la radio e i giornali cartacei. Chi compra pubblicità si ritiene soddisfatto anche in base al volume di visite che riceve da un sito.

    @rico: beh non ho detto che tutti non ne siano capaci, ma buona parte... se ci fai caso è più facile attivare adblock che disabilitarlo.

    @ClaudioPomes: di nulla, mi sei stato d'aiuto con gli aggiornamenti di Windows e per togliere dei malware... se nonostante questo fossi a favore di Adblock sarei proprio un pirla.

  • paolo t
    6/10/15

    la questione pubblicita' su internet e' da sempre una questione spinosa, tutti hanno il diritto e la liberta' di poter trasmettere ads nei propri siti, ed altrettanto gli utenti hanno il sacrosanto diritto a non volerli visionare e quindi bloccarli.
    premesso questo, secondo il mio personale punto di vista, apple non combinera' proprio niente di buono con questo suo "mezzuccio" ed il perche' e' semplice.
    Safari non e' certo un browser cosi' estremamente usato, chi sta bene con il suo adblocker resta come sta non va certo a cambiare per un navigatore di qualita' INFERIORE solo per un ad blocker nativo nella applicazione,(ed e' anche tutto da verificare quanto sia efficace il suo funzionamento!)
    quindi secondo me le cose resteranno pressoche' uguali senza tanti problemi anche per i siti "piccoli" e sicuramente internet non morira', nessuno vuol far morire internet, ma bensi' si adegueranno gli inserzionisti arrivando a compromessi per loro non morire, internet non si basa sulla pubblicita' ma ha ben altri valori solidi e open source. saluti

  • Tiziano
    25/12/15

    Non sono per niente d'accordo!Le pubblicità sul web stanno diventando troppo invasive, davvero irritanti. Poi vi pare giusto che uno debba pagare il suo traffico telefonico internet (mettiamo che io abbia 2gb al mese) e parte di questo viene impropriamente rubato dalla visione costretta di questi maledetti spot? Se la gente li odia è perchè alla gente non gliene frega niente , gli spot pubblicitari non sono così efficaci come i pubblicitari credono, anzi tante volte io non compro un prodotto solo perchè infastidito dal suo bombardamento mediatico, quindi a volte è adirittura cotroproducente. E comunque se proprio ci deve essere (per mera ingordigia umana, si può anche lavorare gratis su internet come avveniva una volta) almeno deve essere meno invasiva. Ci vogliono leggi che impediscano a queste pubblicità di essere così invasive e pedanti! Pena grosse sanzioni.

  • Tiziano
    25/12/15

    E poi non vedo perchè io debba pagare per visitare un sito! Paragonare chi blocca le pubblicità con gli ad blocker ad un evasore fiscale mi fa sorridere...cerchiamo di non parlare a vanvera per favore!