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Chiudere le app in background su iOS e Android è inutile e non serve

Pubblicato il: 10 dicembre 2014 Aggiornato il:
Eliminare e terminare le app in background su Android e iPhone non fa diventare lo smartphone più veloce e non fa durare di più la batteria
chiudere le app in background Nonostante in molte guide di blog autorevoli si può leggere che un modo per far tornare veloce lo smartphone sia quello di chiudere le app in background, questo è, in realtà, assolutamente falso.
Sia sugli smartphone Android che su iPhone e iPad le applicazioni che, aprendo il task manager, sembrano attive, sono in realtà soltanto in attesa e non consumano memoria nè batteria.
Diventa quindi inutile perdere tempo eliminando le app in background (o usare i task killer su Android) se l'obiettivo cercato fosse quello di far durare di più la batteria e liberare risorse per avere uno smartphone più veloce.
I sistemi operativi Android e iOS sono diversi da Windows dove effettivamente i programmi in background occupano memoria.

In Android e iOS, in realtà, chiudere le app che vengono visualizzate nel gestore attività aperte e recenti (che compare premendo due volte il tasto home su iPhone e premendo il tasto del quadrato o con due rettangoli su Android) e recenti non solo non velocizza il sistema, ma rellenta anche il dispositivo.
La funzione del multitasking nei cellulari serve infatti a passare da un'app all'altra e a riaprire le applicazioni usate per ultime.
La possibilità di strisciare di lato una delle app dalla barra del multitasking per terminarle è utile in due casi: per privacy, in modo da nasconderne l'utilizzo a eventuali altri utilizzatori del cellulare, oppure per terminare un'app che si è bloccata, per riaprirla da zero.
Si potrebbe invece pensare che, come su Windows, terminando tutte le applicazioni rimaste in memoria si liberino risorse hardware per far andare più veloce lo smartphone.
In realtà però iOS e Android non sono come Windows e le applicazioni che si vedono nell'elenco delle app recenti non stanno assolutamente utilizzando potenza di elaborazione del processore.
Esse occupano un po' di RAM ma, in questo caso, è fatto apposta per rendere le operazioni più rapide.
Non c'è infatti alcun motivo di preoccuparsi che la memoria RAM sia quasi piena perchè sia iOS che Android sono capaci di gestirla in modo più intelligente, liberandola dalle app non utilizzate solo nel caso dovesse servirne per un'altra app.
Le app recenti restano in memoria perchè così, quando verranno lanciate di nuovo, si apriranno molto più in fretta.
Non serve a niente quindi pulire la memoria dai processi in background.

I sistemi iOS e Android, per impostazione predefinita, sospendono automaticamente le applicazioni quando vanno in secondo piano.
Ad esempio, quando si sta giocando un gioco e si esce premendo il tasto Home (se su Android si preme il tasto indietro, si esce dall'applicazione e non si pone il problema), il sistema mantiene i dati del gioco in RAM in modo da poter rapidamente tornarci e riprendere da dove si era rimasti.
L'app viene però sospesa nel senso che smette di usare risrose della CPU e, di conseguenza, di scaricare la batteria.
In pratica un'app su Android e sui telefoni iPhone non sta mai in esecuzione in background quando non è utilizzata.
Quando si riapre una di queste applicazioni, il telefono potrà ritrovarla nella memoria RAM (molto più veloce della memoria fisica) e rilanciarla in modo rapido.
Se invece non è in RAM richiederà più tempo e più sforzo energetico.

Come però molti sanno, ci sono effettivamente alcune applicazioni che rimangono in esecuzione in background come, per esempio, Whatsapp, Facebook, la mail e altre app che inviano notifiche di aggiornamento e app come Spotify o Google Music, dove basta fermare la musica per interrompere l'applicazione.
Per gestire queste applicazioni che rimangono attive per inviare notifiche e avvisi su iPhone e iPad non si deve usare il multitasking, ma la funzione di Aggiornamento app in background da Impostazioni > Generali, dove è possibile disabilitare le app che non devono rimanere attive per inviare aggiornamenti.
Sempre dalla stessa schermata è possibile anche controllare quanta carica di batteria quelle applicazioni utilizzano, per sapere quali, eventualmente disattivare o disinstallare.
Su Android le app in background sono visibili dal menu Impostazioni -> Apps andando alla scheda In uso mentre l'uso della batteria è in Impostazioni -> Batteria.

In generale quindi non serve a niente chiudere e rimuovere le applicazioni in esecuzione in background dalla funzione di multitasking perché queste non stanno consumando né risorse né batteria.

LEGGI ANCHE: Perchè la batteria dello smartphone dura così poco?

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5 Commenti
  • Ale
    10/12/14

    Il discorso vale anche x android 2.3? Perche quando uso il task con 90% di ram occupata noto la differenza

  • Claudio Pomes
    10/12/14

    le gestione della RAM in Android 2.3 e sugli smartphone più vecchi è sicuramente meno efficiente e il task killer aveva una sua utilità

  • Sergio Guarneri
    11/12/14

    Con la piccola differenza che Windows gestisce il multitasking...gli altri no

  • Claudio Pomes
    11/12/14

    Non dal punto di vista del processore, ma a modo loro lo gestiscono... Il paragone con Windows era solo per far capire meglio non per fare confronti tecnici

  • Simone ADEL
    3/10/16

    assolutamente d'accordo. Lasciandole in bg ho un telefono che non impazzisce più (Asus Zenfone 2 - Ghost Touch) e che risponde subito. Ottimo articolo