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Quale browser è il migliore nel proteggere la privacy online

Pubblicato il: 29 dicembre 2014 Aggiornato il:
Quale browser protegge meglio la privacy degli utenti tra Firefox, Chrome, Internet Explorer, Safari e Opera
miglior browser di privacy Sono tante le persone che, un po' per sentito dire, un po' per diffidenza, un po' a ragione, ma anche un po' per ignoranza, temono lo spionaggio delle grandi aziende e dei governi su qualsiasi cosa si guarda e si fa su internet.
La questione privacy online riguarda non solo i siti web, ma anche e sopratutto i computer e, nello specifico, i browser che sono i programmi per aprire e navigare il web.
Parlando dei browser più usati al mondo, Chrome, Opera, Safari, Firefox e Internet Explorer, parlando della questione privacy, c'è davvero uno migliore degli altri oppure non c'è molto da preoccuparsi?
A questa domanda non si può rispondere in modo secco e chiaro perchè ogni browser gestisce i dati degli utenti in modi diversi e il quadro cambia notevolmente quando si usano estensioni, plugin e add-on.

1) Google Chrome
Cominciamo quindi col parlare di Google Chrome, il browser web dominante nella maggior parte del mondo, criticato da molti per i sospetti che Google possa tracciare i siti visitati da ogni utente.
Google è l'azienda che vende più pubblicità online nel mondo ed è normale avere qualche preoccupazione di essere utilizzati quando si usano i suoi servizi e prodotti gratuiti.
La quantità di informazioni che Google ottiene da Chrome varia a seconda delle funzioni utilizzate.
Se si utilizza la ricerca, i suggerimenti di URL, la correzione automatica del testo, la segnalazione di bug e la sincronizzazione sul proprio account, è ovvio che c'è una trasmissione di dati verso i server Google.
Ad esempio, se si utilizza il controllo ortografico, il testo digitato in Chrome viene inviato per verificare eventuali errori.
Google su queste cose è però assolutamente chiaro: non c'è alcuna identificazione personale e, per quanto riguarda la sincronizzazione dei dati, questi sono crittografati e non sono visibili nemmeno ai dipendenti che gestiscono i server Google.
Quello che Google non dice è per quanto tempo conserva le informazioni o quanto facile sarebbe creare profili di persone usando questi dati che, anche senza nome, diventano importanti per le ricerche di marketing e per le pubblicità.
Google ha comunque sempre detto che Privacy e sicurezza sono una priorità assoluta per loro, criticando governi e aziende che vogliono raccogliere dati degli utenti.
Chrome, dal punto di vista della sicurezza è nettamente tra i migliori, capace di bloccare i siti pericolosi prima che possano caricarsi (anche con la funzione di sandbox) e creando una barriera di impenetrabilità sui computer e gli smartphone.
Poiché la maggior parte del codice di Chrome è open source, gli utenti possono visitare il sito Chromium.org per sapere cosa c'è sotto (vedi anche differenze tra Chromium e Google Chrome).

Le impostazioni di privacy per Google Chrome, descritte nel dettaglio in un altro articolo, permettono di disattivare le varie funzionalità che comunicano con i server Google, tra cui anche la previsione delle URL, la correzione ortografica, il pre-rendering delle pagine web e le statistiche sull'utilizzo e segnalazioni sugli arresti anomali.
Per impostazione predefinita, la maggior parte di queste opzioni sono attive, ma ancora disattivabili nelle impostazioni avanzate.
Qui è possibile anche abilitare il non tracciamento dei dati, a patto che i siti rispettino questa scelta.

VEDI ANCHE: Non farsi tracciare online dai siti bloccando la raccolta di dati personali

Il problema con Chrome può venire dalle estensioni che possono contenere pubblicità intrusive e raccogliere dati personali senza che l'utente se ne accorga.
A questo proposito Google ha bloccato le estensioni e le applicazioni con adware sul suo Chrome Web Store ma sta all'utente prestare attenzione a quello che installano, controllando di volta in volta i permessi delle estensioni.

In sostanza, Google si preoccupa di dare sicurezza a Google Chrome sostenendo la piena privacy degli utenti anche se non tutti ne sono convinti, soprattutto a causa degli enormi affari che l'azienda fa su internet.
Su questo dibattito si potrebbe parlare a lungo, ma una cosa è assolutamente vera: Google ottiene una grande quantità di informazioni su ciascuno di noi, forse da Chrome ma soprattutto da altri servizi online come Gmail, il motore di ricerca, Google Maps, Youtube, Google Drive e tutti gli altri, qualsiasi browser si utilizzi.
Apprezzabile comunque il fatto che tutti possiamo leggere l'Informativa sulla privacy di Google Chrome, il documento ufficiale che spiega ogni trattamento dei dati.

2) Firefox e Mozilla
Firefox è stato a lungo presentato come il miglior browser per la privacy, perchè è open source, perchè gestito dall'organizzazione no profit Mozilla Foundation (di cui, va notato, Google è tra i principali investitori), ed è al centro della maggior parte dei browser privati di protezione della privacy (come il Tor Browser già citato)
Anche sul lato mobile, Firefox per Android è open source e il suo codice è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
Secondo molti, Mozilla non commercia e non raccoglie dati utente da Firefox.
Ci sono alcune informazioni che passano sui server di Mozilla, come ad esempio i dati per sincronizzare i preferiti e le password, che come per Chrome sono crittografati.
Le impostazioni di privacy di Firefox sono facili da usare, meno granulari rispetto a Chrome, anche perchè ci sono meno funzioni da gestire.
Tutti i componenti aggiuntivi per Firefox, a differenza di quelli di Chrome, prima di essere pubblicati vengono revisionati o classificati come sperimentali, rendendo più difficile la diffusione di estensioni con adware.
Mozilla ha una politica sulla privacy per Firefox che spiega quali informazioni vengono raccolte in base alle funzioni utilizzate: la sincronizzazione, l'uso di estensioni, statistiche sui bug e così via.
In teoria quindi la tutela della privacy di Firefox dice chiaramente che tutte le informazioni inviate non sono personali, anche se alcune di esse possono contenere cose come i siti visitati, indirizzo IP, e altre informazioni sulla navigazione online.
Di recente però Mozilla ha ricevuto una bella dose di critiche per la scelta di mostrare pubblicità (solo negli USA e non so se è stata confermata) nella scheda iniziale, sotto forma di "piastrelle sponsorizzate".
In conclusione, tutti sono d'accordo sul fatto che Mozilla sia affidabile e che Firefox, nel complesso, è un browser abbastanza privato e protetto, con una buona reputazione sulla privacy, che può essere anche migliorata tramite componenti aggiuntivi (vedi le migliori estensioni Firefox per la sicurezza).

3) Safari e Internet Explorer
Firefox e Chrome sono browser open source (Chrome quasi del tutto) mentre Internet Explorer e Safari sono software privati, con codice protetto e non utilizzabile da sviluppatori esterni, di Microsoft e Apple, di cui anche gli esperti non sanno molto riguardo il trattamento della privacy.
Dal punto di vista sicurezza sono comunque browser molto protetti, con funzioni potenti come il blocco dei cookie su Safari e la protezione dal monitoraggio di Internet Explorer.
Apple ha una politica sulla privacy globale, che in realtà dà molto spazio agli inserzionisti di pubblicità.
Microsoft rilascia un nuovo documento sulla privacy a ogni nuova versione di IE, (attualmente si può leggere quella su Internet Explorer 11).
Il loro approccio closed-source può essere la ragione per cui fa più notizia ogni volta che viene scoperto un problema di sicurezza in Safari e Internet Explorer.
Detto in parole povere, non c'è niente in questi due browser che faccia sospettare problemi di privacy quindi ogni supposizione a riguardo è solo basata su opinioni personali.

4) Opera
Per quanto riguarda il meno usato Opera, bisogna notare che col passaggio al motore di rendering Blink, lo stesso di Chrome, è passato a una piattaforma semi-aperta.
La dichiarazione sulla privacy di Opera è molto sintetica e rassicurante: pochissime informazioni raccolte, tutte memorizzate in modo aggregato.

LEGGI ANCHE: Come navigare in privato su internet

In conclusione
Ogni browser, probabilmente, invia alcune informazioni alla società che l'ha creato, esplicitamente utilizzate per supportare funzionalità attivate.
Tutto sta quindi nella fiducia che si ha nello sviluppatore.
La cosa importante è saper usare le impostazioni di sicurezza del browser e scegliere cosa condividere e cosa invece tenere per se, stando attenti a quali estensioni si installano e a quali permessi si concedono loro.
I problemi reali di privacy online non vengono tanto dal browser, ma dagli strumenti usati e dai siti che si visitano.
Non si può pensare, ad esempio, che se non si usa Chrome si impedisce a Google di sapere chi siamo perchè allora bisognerebbe rinunciare anche a Gmail, Google ricerca e tutti i suoi altri servizi, compresi gli smartphone Android.
Inoltre ci sono strumenti ben più efficaci per raccogliere dati personali, come i cookies persistenti di monitoraggio.
Anche se chi fa i browser web potrebbe fare di più, l'anello debole della sicurezza su internet siamo sempre noi stessi, che possiamo cadere facilmente in trappole e inganni.
Firefox è forse il browser più affidabile, non ha nulla di più rispetto a Chrome se non il fatto che Google, facendo soldi su internet, può risultare meno credibile.
Apple e Microsoft sono in una posizione simile a quella Google, con il problema in più di fare browser saldamente chiusi.
In ogni caso, chi è preoccupato per la privacy su internet, il browser è l'ultimo dei problemi.

LEGGI ORA: Proteggere la privacy su internet e vedere cosa sa il web di noi

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2 Commenti
  • Gabriele
    30/12/14

    Ed il browser spark?
    i browser basati chrome come chrome plus e rockmeit?
    Chromium 32 bit?

  • Claudio Pomes
    30/12/14

    ti rimando qui http://www.navigaweb.net/2014/08/browser-privati-per-proteggere-la-privacy.html