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siti buoni e siti cattiviProbabilmente, leggendo giornali o altri blog relativi a internet, ci si sarà soffermati su una notizia riguardante l'aggiornamento dell'algoritmo di Google (per ora solo negli USA) che, nelle sue intenzioni, vorrebbe modificare i risultati di ricerca per offrire una esperienza migliore all'utenza escludendo le cosidette "Content Farm".
L'algoritmo di Google non è altro che il codice di programmazione (segreto un po' come la ricetta della Coca Cola) con il quale vengono ordinati i siti web per la ricerca di una parola su Google.

Se si esclude Facebook che fa un internet parallelo a se stante, abbiamo quindi tre protagonisti assoluti nella dinamica internet: Google che prova a offrire risultati più pertinenti possibile alle ricerche, gli utenti che cercano, i proprietari dei siti web che fanno di tutto per accontentare Google e diventare primi nelle ricerche.

Il problema che ha riscontrato Google negli ultimi anni è la presenza di spam e siti chiamati Content Farm, ossia che non forniscono alcuna informazione utile e originale e sono soltanto contenitori di pubblicità.
Per questo motivo, oltre ad aggiornare il suo algoritmo di ricerca (vedi il Google Blog), ha anche rilasciato una estensione per Google Chrome con cui gli utenti possono bloccare siti dal comparire nei riultati delle ricerche.
Un utente normale, quello che non ha un sito, ignora le dinamiche SEO e che cerca abitualmente su Google le cose che gli servono, trova spesso queste Content Farm ossia siti che sono riusciti a salire in alto nei risultati delle ricerche grazie ad una ottimizzazione SEO molto spinta.
Delle regole SEO (Search Engine Optimization) avevo già parlato in passato e si tratta, in estrema sintesi, di tecniche e metodi per salire nei risultati di ricerca su internet e, quindi, acquisire più visibilità e più visite.

In questo post, puramente teorico, vediamo cosa è una content farm e come un utente può riconoscerla.
Per chi ha un sito o un blog può essere utile capire come evitare di essere etichettato come spazzatura da Google prima che il nuovo algoritmo venga rilasciato anche su Google Italia.

Una Content Farm è, in generale, un sito scritto per il motore di ricerca e non per i visitatori.
Nella maggior parte dei casi questo sito ha contenuti di bassa qualità, a volte presentando contenuti copiati da altri siti oppure con articoli scritti da persone pagate pochissimo.
In ogni caso si tratta di contenuto che, pur essendo assolutamente scadente dal punto di vista informativo, è "ottimizzato" in modo da essere più visibile rispetto altri siti aventi un contenuto di qualità superiore.

Il sito web più citato dai blog americani come esempio di Content Farm è eHow.com.
Se lo si va a leggere, si scopre che esso somiglia a diversi siti italiani come Saperlo.it, Kioskea.net, Ewrite.us, Tuttogratis e simili dove chi scrive viene pagato pochissimo e, di conseguenza, non ci mette troppo impegno.
Altri tipi di siti web che possono essere considerati di scarsa qualità, sono quelli che contengono il titolo, pubblicità, due righe, pubblicità e poi, il link all'articolo completo.

Come (cattivo) esempio per trovare contenuti fatti solo per essere primi nel motore di ricerca si può, ad esempio, cercare su Google la frase "Come guardare film legalmente su internet".
Tra i primi risultati si trovano: Ewrite.us, Tuttogratis, Technorati, Liquida oltre che l'inutile Yahoo Answers, che, per come sono costruiti e scritti, sembrano quelle che Google chiama Content Farm.
Ci tengo a precisare che questo tipo di siti non sono per forza spazzatura, al loro interno ci sono sicuramente informazioni utili e articoli ben scritti ma, in generale, hanno caratteristiche tipiche delle content farm ossia:

1) Parole chiave ottimizzate
Il titolo si concentra su una frase chiave.
2) Ripetitività: le parole del titolo sono ripetute diverse volte e con un'alta percentuale rispetto al resto.
3) Non ci sono reali link o collegamenti alle fonti
4) Basso livello di lettura.
5) Nessun nome dell'autore
6) Tantissimi link interni che raramente hanno a che fare con l'argomento della pagina.
7) Ridondanza: tra i link interni agli argomenti correlati, ci sono articoli simili o quasi identici.
Il sito ha evidentemente spalmato l'argomento in più pagine invece di mettere tutto quello che serve in una sola.
8) Gli articoli sono pezzi estratti da altri siti e messi uno dietro l'altro in una lista.
9) Il sito non è assolutamente specializzato e vi si può trovare di tutto, dalla cucina all'informatica ai consigli per diventare ricchi, con spesso roba irrealistica.

Ovviamente i siti che ho portato ad esempio non hanno tutti questi difetti insieme e non voglio dire che essi siano per forza da considerarsi scadenti.
Aziende di contenuti misti possono anche avere una loro utilità e, ad esempio, Liquida citato sopra è un buon aggregatore per trovare notizie dai blog.

Guardando i lati negativi dei siti internet possiamo ora dire qual'è un contenuto di qualità non solo per Google ma anche per gli utenti ed i visitatori:

1) Si presenta esattamente al contrario rispetto alla maggior parte dei punti citati sopra.
2) Utilizza un linguaggio naturale, comprensibile per tutti, corretto, nè da giornalista forbito nè come se scrivesse per bambini.
3) Non si concentra esclusivamente su poche parole chiave ma varia il linguaggio con sinonimi e argomentazioni.
4) Come si insegna a scuola, l'italiano è brutto se si ripetono le stesse parole o frasi continuamente.
5) Ci sono link a fonti esterne che hanno ispirato lo scrittore e approfondiscono il discorso.
6) Gli articoli sono approfonditi e, quindi, interessanti sia per chi non ne sa nulla dell'argomento sia per gli esperti.
7) C'è una persona vera dietro l'articolo, con un nome in modo da identificare chi scrive.
8) Ci sono link interni nella pagina per navigare il sito e per portare il lettore su argomenti utili che espandono la notizia o la guida, non dicono la stessa cosa, e senza link generati automaticamente in base alle parole chiave.
9) L'argomento viene esaurito in quella pagina senza mille altre pagina identiche dove cambia solo il punto di vista o nemmeno quello.
Un sito utile non aggiunge sempre più pagine e articoli sullo stesso argomento particolare, ma aggiorna una singola pagina con l'aggiunta di maggiori risorse.
10) Il sito è focalizzato su un argomento.
A meno che non si tratti di un portale internazionale, è meglio diffidare da quei siti che contengono articoli di ogni tipo, dall'informatica alla politica, passando per la tv.

Dopo questo esame direi che sia molto più chiaro riconoscere quale è un sito di qualità e quale non lo è, al di la di ogni giudizio di Google che non è umano ma legato ad un programma che per sua natura, fallisce.

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    6 Commenti

  • Anonimo  
    28 febbraio 2011 13:12

    Il tuo ad esempio è un grande sito di qualità :)

    Dipo.

  • Claudio Pomhey  
    28 febbraio 2011 13:28

    ai posteri l'ardua sentenza

  • Anonimo  
    28 febbraio 2011 14:28

    spero che il nuovo algoritmo di google sia migliore
    cmq io uso anche navigaweb come motore di ricerca informatico

  • Equus Insanus  
    28 febbraio 2011 16:12

    Claudio Pomhey
    28 febbraio 2011 13:28
    ai posteri l'ardua sentenza


    Speriamo non nei posteriori...
    Bel lavoro.

  • Gianni  
    01 marzo 2011 09:21

    Ecco la lista delle content farm penalizzate, Google stranamente ha salvato eHow e Demand Media:
    http://goo.gl/GQnAF
    L'ottimizzazione "naturale", nel pieno rispetto delle regole, nonchè la sostanza nei contenuti, rimangono le linee guida fondamentali da seguire.

  • Anonimo  
    15 marzo 2011 23:15

    Interessante articolo, grazie.
    Nik