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In questa terza puntata della rubrica del Lunedi, o come direbbero quelli bravi, "l'editoriale del direttore", torniamo al discorso di cosa c'è e cosa non c'è su internet, per iniziare a pensare a cosa può servire aprire un nuovo sito, per quali motivi, con quali contenuti e se è meglio un blog o un sito vero e proprio.

Internet è come il panorama musicale, commercialmente è dominato da alcuni colossi e aziende, nelle classifiche dominano sempre gli stessi nomi di artisti ma, sotto di loro, esiste tutto un grandissimo gruppo di musicisti bravi che, anche se non riescono ad emergere a livello nazionale o internazionale, ottengono comunque soddisfazione nell'esprimere se stessi davanti a un pubblico più o meno folto.

La mappa del web e la classifica dei migliori siti, evidenziano la stessa tendenza, con un mare di siti, blog e forum che, anche scrivessero guide precise e perfette, anche se offrissero servizi unici, utili e gratuiti, non emergono sui motori di ricerca e sono usati soltanto da chi ne conosce il nome.
I più pessimisti potrebbero pensare che oramai su internet c'è già tutto, dunque che sia inutile aprire un sito che fa la stesa cosa di altri 100 o che racconta storie già scritte, invece, se si dimenticasse, almeno all'inizio, l'obiettivo di diventare ricco o famoso con un sito, c'è ampio spazio per emergere, o con qualcosa di nuovo o con qualcosa che c'è gia, ma fatto meglio.
Se essere una novità resta difficile oggi come lo era ieri perchè solo i geni riescono a vedere quel che non esiste, si può focalizzare l'attenzione sull'esistente e su come migliorarlo o, semplicemente, su come sfruttarlo per avere soddisfazione personale.

Per avviare una propria pagina web si deve avere, come ottica iniziale, l'essere utile a qualcun altro, uno, cento o mille persone non importa, se si pubblica qualcosa che serve, è un ottimo punto di partenza.
La difficoltà iniziale è riempire il foglio bianco mentre la difficoltà più grande e generale, è quella di essere trovati su internet in modo che il proprio sito sia visitato da altre persone.
Tutto dipende dall'obiettivo, da misurarsi in termini di numero di visitatori, sia per un sito personale o con servizi gratuiti che per uno commerciale o aziendale.

Se la cattiva notizia è che l'arbitro incorruttibile di questa competizione online è solo uno ed è Google, la buona notizia, è che in Italia e in lingua italiana, gli spazi per emrgere e farsi conoscere online, sono ancora larghi.
Questa considerazione potrebbe suscitare qualche perplessità, se ci si pensa però, i risultati sui motori di ricerca sono sempre 10 per pagina e in lingua inglese, c'è una quantità di contenuti 10 o 20 volte superiore.
Anche se, le persone che parlano inglese e cercano in questa lingua, fossero anche 30 volte superiori numericamente a chi parla italiano, su internet e su Google, i risultati sono sempre ordinati 10 per volta e difficilmente la ricerca va oltre la decima pagina.
Bisogna considerare poi il fatto che tante informazioni si trovano su internet soltanto in lingua inglese, basti pensare, per chi lavora in qualsiasi ufficio all'assenza quasi totale di guide su alcuni prodotti aziendali famosi e popolari come, ad esempio, Sap.

Fino ad ora non si è distinto tra siti e blog perchè le considerazioni generali dette fino ad ora, sono valide per entrambi ma è sicuramente importante distinguere cosa sono e a cosa portano.
Un sito è una vetrina o un contenitore con all'interno un qualcosa che abbia una funzione reale, può essere una pagina statica con la presentazione di una attività commerciale, un sito aziendale oppure può essere l'involucro di una applicazione web, come ad esempio un servizio online di fotomontaggio o, addirittura un social network.
Se quindi un sito, una volta fatto, bisogna solo pensare alla sua manutenzione e aggiornamento ma non per forza ad aggiungere contenuti nuovi, un blog invece si distingue da tutti gli altri siti perchè ci sono parole scritte da una o più persone che esprimono i loro pensieri e danno le loro segnalazioni e, quasi come una rivista, viene necessariamente alimentato, dai suoi autori, costantemente, con nuovi argomenti.
In entrambi i casi, si possono o meno ricevere commenti da utenti esterni o da lettori in modo da creare un contraddittorio o, come si direbbe in linguaggio "Ebay", un feedback" sulla qualità dei contenuti.

Tornando al foglio bianco quindi, si può decidere se disegnare una vetrina e fare quindi un sito che faccia da copertina a una attività reale oppure se scrivere i propri pensieri su un blog; in un caso o nell'altro, il grado di difficoltà è in diretta relazione ai propri obiettivi.
Quando si parla di difficoltà, non si intende affatto la questione tecnica perchè, come visto in un altro post, creare un sito da zero, oggi è facile per chiunque, anche senza conoscere linguaggi di programmazione; i problemi sono solo sulla visibilità che ci si riesce a dare, sia se l'obiettivo è farsi leggere da più persone possibile, sia per far conoscere la propria attività, sia per espandere i propri affari o quelli dell'azienda in cui si lavora.

Conviene quindi aprire un proprio sito internet?
Che sia sito o che sia blog, non si può non tener conto che, gli stessi scopi che ci si possono porre, ad esempio, scrivere propri pensieri, promuovere un negozio reale, promuovere la propria azienda, dare consigli tecnici, condividere il proprio sapere, le foto, i video o la propria musica, oggi e nel futuro sempre di più, si possono ottenere partecipando a social network come Facebook, Twitter, Myspace e Linkedin.
Affidarsi a piattaforme che hanno gia un parco utenti affermato e consolidato potrebbe semplificare, di molto, il problema della visibilità su internet.

Resta però il fatto che, creare un proprio spazio web personalizzato, non può che dare soddisfazioni maggiori a chiunque, indipendentemente dai discorsi economici poi, nel caso si avesse successo, ci potrebbero essere anche dei guadagni in soldi, diretti o indiretti, che non possono essere trascurati.
Se poi si considerano anche i discorsi economici, si può iniziare a leggere come guadagnare con un blog e la pubblicità online di Goggle Adsense.

Si possono leggere in un altro articolo, i consigli e gli strumenti per pensare e trovare il nome del sito e il suo titolo.


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3 Commenti
  • Max T  
    27/nov/2009 11:01:00

    Ciao a tutti, dovendo pubblicizzare un agriturismo sono indeciso se farlo usando Google Site o Blogger. Ovviamente sceglierei una delle due soluzioni per la semplicità e non certo perchè penso che siano le piattaforme più adatte. Il mio problema è che non capisco se i meccanismi che danno visibilità o un buon pagerank ad un sito o ad un blog sono analoghi.
    Leggendo qua e la sembra che per ricevere visite con un Blog, fra le altre cose, sia necessario scrivere con frequenza altrimenti il blog muore. E' proprio così oppure un blog quasi statico è come un sito ed ha le stesse chance di essere visto.
    Spero di aver esposto la questione con chiarezza e saluto tutti.

  • Claudio Pomhey  
    27/nov/2009 17:17:00

    Un blog non è diverso da un sito se non per la concezione teroica che ci sta dietro.
    Un blog fermo è uguale a un sito statico ed hanno le stesse chance di diventare frequentati, cioè poche perchè diventa solo una vetrina.

    Vetrina che però a una attività commerciale serve sempre quindi fai bene a farlo e secondo me puoi usare anche blogger, basta che levi i commenti e usi una grafica adeguata, diventa come un sito normale.

    piattaforme più adatte ci sono ma tutto dipende dallo scopo; con Blogger (di Google) ci sono vantaggi nei motori di ricerca quindi...

  • losperonegargano  
    08/ago/2011 20:49:00

    Hai scritto Google con due G Goggle

    i può iniziare a leggere come guadagnare con un blog e la pubblicità online di Goggle Adsense.